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Miele Ticinese
MIELE VALLOMBROSA – UN CAPOLAVORO DELLA NATURA Il miele é il prodotto delle api elaborato a partire dal nettare da esse raccolto sui fiori o dalle secrezioni zuccherine extrafloreali come lo sono le melate.
La diversità del territorio prealpino ticinese, con zone di pianura e collinare a Sud e di alta montagna al Nord, si osserva anche nella sua vegetazione che offre alle api un ricco pascolo. Il risultato sono dei mieli tipici con caratteristiche ben differenziate tra loro a differenza della zona di produzione. La Tenuta Tamborini a Castelrotto, situata nel basso Malcantone, dalla sua incantevole posizione collinare guarda fiera sulla valle della Tresa ove serpeggia il fiume che unisce il Ceresio ed il Verbano. La tenuta, nel comune di Castelrotto, é baciata da un sole generoso che ne fa un gioiello incastonato sulla collina. In questo ambiente, non solo le viti prosperano per dare preziosi frutti, ma anche le api si uniscono a questo quadro festoso tra prati, vigneti e selve. Due apiari razionali disposti secondo i criteri dell’apicoltura moderna sui poderi della tenuta assicurano l’impollinazione della zona e producono miele pregiato per i palati più fini.
Tre le essenze nettarifere principali, che raccolte dalle api confluiscono nel miele Vallombrosa : • Il castagno (Castanea Sativa) con le sue tipiche infiorescenze gialle fiorisce da metà giugno a inizio luglio. Il suo nettare dà origine a mieli bruno chiaro fino a scuro, di gusto marcato e caratteristico, leggermente tannico e amaro. • La robinia (Robinia Pseudoacacia) che fiorisce con profumate infiorescenze bianche a grappolo. Dà origine ad un miele primaverile che, come tale risente nella sua raccolta delle bizze del tempo che é spesso instabile in maggio nel periodo di fioritura. È un miele quasi incolore, povero di pollini, dal profumo e gusto fine e delicato. • Il tiglio è anch’esso presente e dalla sua fioritura parallela a quella del castagno le api raccolgono del miele che va dal giallo chiaro a scuro e con un caratteristico sapore che ricorda il mentolo.
Le fioriture dei prati magri e di sottobosco sono numerose e spaziano da maggio a luglio, offrendo alle api nettari che possono modificare e caratterizzare in modo più o meno marcato il gusto del miele. Tra questi nettari “secondari” possiamo citare quello dei rovi, dei lamponi, del timo selvatico, ecc. Da ultimo vanno ricordate le melate, secrezioni extrafloreali, che le api raccolgono sulle foglie dei tigli, querce o altre piante. Queste possono assumere tonalità che vanno dal bruno chiaro fin quasi al nero con gusti molto variabili. Il risultato di questo ricco banchetto per le api è un miele millefiori generalmente bruno, con colori e gusti mutevoli da una stagione all’altra ma che mantiene come filo conduttore il tipico sapore tannico e amarognolo del miele di castagno.
Conservazione Questo miele,a prova della sua genuinità, può cristallizzare in cristalli più o meno fini. La cristallizzazione è un processo naturale che viene accelerato se il miele viene conservato al fresco. Non va tuttavia conservato in frigo. Il vaso di vetro garantisce una conservazione ottimale del prodotto che va riposto al riparo della luce per evitare che le sostanze tremolabili vengano distrutte. Nonostante il miele non abbia scadenza, si consiglia di consumarlo nel giro di due anni per ritrovare un prodotto vivo e che offre tutta la fragranza del prodotto fresco.
Una scelta di sicuro successo la vostra, che con l’acquisto di questo miele avete giustamente dato fiducia ad un prodotto di valore. Questo capolavoro della natura vi farà riscoprire uno dei sapori tipici del nostro cantone.
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